Dalle regioni, all’ultimo momento, lo stop alla bozza sugli OGM

Dalle regioni, all’ultimo momento, lo stop alla bozza sugli OGM

Inserito il 30. gen, 2010 da Marco Dallai in Economia e Lavoro, Gestione del territorio, Riflessioni, Salute e Medicina

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Qualche giorno fa era riportato da varie fonti sul web l’articolo “L´Italia sdogana gli Ogm” de “La Stampa” del  17/01/10 – “Senza proclami e fanfare – anzi per la verita’ piuttosto in sordina – Governo e Regioni si preparano a sdoganare in Italia la coltivazione degli Ogm, in primis il mais transgenico” scegliendo quindi di trascurare la sovranità alimentare dell´Italia e la nostra preziosa biodiversità, a favore delle multinazionali chimico-farmaceutiche-biotech detentrici dei brevetti sugli Ogm.

Il via libera formale alla bozza sugli Ogm, era previsto per il 28 gennaio e prevedeva le linee guida per la coesistenza (tra colture tradizionali e colture Ogm) richieste dall´Unione Europea, che tuttavia non sono state elaborate dalla grande maggioranza degli Stati membri fino ad oggi.

Arriva fortunatamente in seguito, il 21/01/2010, il comunicato della decisione presa dalle Regioni, su iniziativa dell’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni, di ritirare il provvedimento, in vista di una consultazione più vasta sugli Ogm.

Non va dimenticato che l’UE doveva elaborare, a tutela della salute e della libera scelta alimentare – sin dalla fine degli anni 90 – le regole per la coltivazione degli Ogm, riguardanti tre settori: tracciabilità, etichettatura e coesistenza.
L’Unione Europea infatti, dopo avere emanato le leggi per la tracciabilità e l’etichettatura degli Ogm, era tenuta, secondo il programma stabilito, a produrre anche le regole per la *coesistenza* tra coltura tradizionali e colture geneticamente modificate.
Ma non poté elaborare tali regole di coesistenza perché il suo Comitato Scientifico dichiarò che tale coesistenza era inattuabile (gli Ogm, anche se coltivati a distanzadi chilometri, finiscono sempre per inquinare ogni altra piantagione attraverso l’aria, i pollini, gli insetti, e anche attraverso il suolo). Fu allora scaricata la “patata bollente” dell’elaborazione di queste “linee guida” sugli Stati Membri, che a loro volta, ovunque possibile, l’hanno scaricata (come avvenuto in Italia) sulle loro amministrazioni regionali. Le quali non hanno potuto fare niente e in tal modo hanno impedito in Italia, come pure in svariati altri Stati Membri, l’autorizzazione alle colture GM.

All’improvviso, senza alcun dibattito pubblico e in totale* violazione della Convenzione di AARHUS (e che impone vengano informate le parti interessate dei cittadini, o gli /stakeholder/, che devono anche prendere parte al processo decisionale quando si elabora una iniziativa che riguarda l’Ambiente) cui l’Italia aderisce, giunge la notizia che *l’accordo tra Stato e Regioni* si sarebbe concluso. Con grande nostra sorpresa, dal momento che 16 Regioni Italiane si sono dichiarate “OGM Free” (e recentemente Barroso, presidente della Commissione Europea ha riconosciuto il diritto delle Zone “Libere da Ogm” ad esserlo).

Considerando tutto ciò appare una buona notizia la scelta di ritirare il provvedimento, aprendo la porta ad consultazione che dovrebbe avvenire a livello europeo e con una maggiore informazione dei cittadini sull’argomento.

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3 Commenti a “Dalle regioni, all’ultimo momento, lo stop alla bozza sugli OGM”

  1. [...] gli inutili allarmismi. E’ ora di conoscere i fatti e decidere per noi stessi: cibi genuini senza ogm o aromi (non naturali), non [...]

    Reply to this comment
  2. antonio campanini

    02. feb, 2010

    ho proprio visto al telegiornale annunciare questa notizia dal ministro Zaia Lega Nord , MA QUESTO partito non è legato alle produzioni locali tipiche ? favorire gli ogm significa proporre un tipo di agricoltura industriale , monocolture , rovinare per sempre i sacri territori che da sbandierano , ma questo partito che cosa sta proponendo ai cittadini ? ma lo sanno per chi votano ? addirittura Zaia cera presente a Piante e Animali perduti !

    Reply to this comment
    • Olly

      02. feb, 2010

      come ho scritto, fortunatamente su richiesta dell’assessore regione Emilia R. all’agricoltura Tiberio Rabboni , le regioni non hanno deliberato, in attesa di una consultazione a livello europeo.

      Reply to this comment


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