NUCLEARE: appello ambientalista spinge le regioni alla rivolta
Inserito il 01. ott, 2009 da Olivia Ardioli in Energia, Gestione del territorio
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Buone notizie dal fronte anti-nucleare! A seguito dell’appello rivolto l’11 settembre da Greenpeace, Legambiente e WWF ai Governatori e a tutti gli assessori competenti, Calabria, Toscana, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Umbria, Puglia, Campania e Basilicata hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la Legge 99/2009. Con questa legge, infatti, il Governo cerca di imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni e ignorando le scelte dei cittadini.
Contro la delega nucleare al Governo si è scatenato un vero e proprio “effetto domino”. Una dopo l’altra le Regioni hanno alzato la voce. È quello che volevamo. Una valanga che ha travolto anche le cosiddette “regioni amiche”: nei Consigli Regionali di Sardegna, Veneto e Sicilia, governate dal centrodestra, si vede come la scelta nucleare ha messo in difficoltà la stessa maggioranza.
La Legge 99/2009 è molto pericolosa. Mette completamente fuori gioco le Regioni sulla localizzazione degli impianti nucleari per la produzione dell’energia elettrica, sugli impianti per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi o per lo smantellamento degli impianti nucleari. Tutto questo in contrasto con quanto stabilito dal Titolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo del territorio e sul rispetto del principio di leale collaborazione.
Il nucleare è una fonte energetica insicura e costosa. La gestione a lungo termine delle scorie nucleari non è stata risolta da nessun paese e non c’è una tecnologia che non possa essere utilizzata anche per produrre materiali per le bombe atomiche.
Inoltre, il nucleare sottrae tempo e denaro allo sviluppo e utilizzo di fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Alternative davvero sicure, energeticamente più rilevanti e con maggiore impatto occupazionale.
Ora che undici Regioni, ovvero il 56 per cento del territorio italiano, hanno detto formalmente “no” al nucleare, il nostro governo ha una sola scelta: fare marcia indietro!
Fonte: “Greenpeace”
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Elisa Pizzi
01. ott, 2009
Vorrei inoltre ricordare che l’8 novembre 1987 ci furono 3 referendum abrogativi sul nucleare.
Ci fu un’altissima affluenza, il 65%= l’80% votò SI.
…quindi perchè non tenerne conto?
Davide Zanichelli
01. ott, 2009
L’Italia è lo stato con la più alta concentrazione di risorse turistiche al MONDO.
Ormai è ridotto ad una discarica. Solo dire che la val padana è la regione più inquinata d’europa, che la sensibilità al tema dei rifiuti è da terzo mondo, così come gli sprechi energetici sono all’ordine del giorno, e presto aggiungeremo il rischio nucleare.
tutto questo fa comodo a chi?
Olly
01. ott, 2009
In quanto contrari al Nucleare e molto vicini a due dei siti dichiarati idonei per l’eventuale costruzione di centrali, dobbiamo sperare che da questa iniziativa vengano ottenuti risultati concreti!